Durante l’evento “La Scossa – Il mix di energie per mettere in sicurezza l’Italia e la sua bellezza”, tenutosi il 10 dicembre all’Ara Pacis, il divulgatore scientifico Luca Romano e i professori Pippo Ranci ed Andrea Malizia hanno affrontato le principali questioni tecniche legate al contributo del nucleare nel sistema energetico moderno, analizzandone costi, tempistiche e caratteristiche di sicurezza.
Il confronto ha messo in evidenza come i grandi impianti nucleari presentino tempi estesi di progettazione e costruzione, che incidono in modo significativo sui costi complessivi.
Come ha sottolineato il professor Pippo Ranci, la complessità economica deriva proprio dalla lunga durata dei progetti, mentre le incertezze che si accumulano nel corso degli anni ne influenzano la valutazione finanziaria.
Luca Romano ha richiamato l’attenzione sulla necessità di snellire i processi autorizzativi e di adottare procedure più chiare e uniformi, poiché gli iter troppo articolati e sovrapposti contribuiscono ad allungare ulteriormente i tempi di realizzazione, con un impatto indiretto sui costi.
Il professor Andrea Malizia, associato in Misure e Strumentazioni Nucleari all’Università di Roma Tor Vergata, ha proposto una distinzione fondamentale nella valutazione della sicurezza tecnica:
• Pericolo (hazard): intrinseco alla natura dei materiali radioattivi e quindi elevato.
• Rischio: funzione della probabilità di un evento indesiderato, che nelle tecnologie nucleari moderne risulta molto bassa grazie ai sistemi di sicurezza avanzati.
Comprendere correttamente la differenza fra questi due concetti è essenziale, sia nella formazione degli operatori sia nell’attività di comunicazione scientifica, per evitare semplificazioni che ostacolano una valutazione oggettiva della tecnologia.
Un punto centrale della sessione è stato il ruolo del nucleare all’interno di un mix energetico integrato.
Il professor Ranci ha evidenziato come le fonti rinnovabili presentino una variabilità intrinseca che richiede soluzioni in grado di assicurare continuità alla rete. Il nucleare, con la sua capacità di fornire una produzione stabile e programmabile, rappresenta un elemento complementare alle rinnovabili, utile a garantire supporto alle industrie a elevato fabbisogno energetico e alla stabilità del sistema.
In questa prospettiva, il nucleare non si propone come alternativa esclusiva ma come componente tecnologica aggiuntiva all’interno di un sistema energetico diversificato e resiliente.
Romano ha richiamato l’attenzione su un altro elemento tecnico rilevante: la frammentazione regolatoria a livello europeo.
La presenza di molteplici enti regolatori implica spesso una duplicazione dei processi di certificazione, nonostante gli standard tecnici siano già in larga misura armonizzati. Ciò può rallentare l’adozione delle tecnologie pur in un contesto in cui, sul piano dei brevetti e delle soluzioni ingegneristiche, l’Europa presenta competenze d’eccellenza.
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Nella stessa giornata, il professor Andrea Malizia ha partecipato anche all’iniziativa organizzata dall’Associazione Nucleare Italiana (AIN).
In questa occasione è stato espresso un sentito ringraziamento all’intero gruppo di lavoro coordinato dall’On. Beatriz Colombo, composto dai Professori Stefano Monti, Marco Ricotti, Gianfranco Caruso, Fabio Giannetti, Francesco d’Errico e Andrea Malizia, per l’impegno congiunto nella promozione della cultura della sicurezza nucleare e nella valutazione tecnica dei percorsi di sviluppo della filiera.
Il tema della possibile ripartenza del nucleare è oggi particolarmente attuale e, come esperti del settore CBRNe, siamo pienamente coinvolti nelle attività di:
• analisi della percezione del rischio,
• valutazione dei profili di sicurezza,
• formazione interdisciplinare rivolta a tecnici e comunicatori,
• supporto scientifico in questa fase ancora programmatica del dibattito energetico.





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